Ritorna all'homepage Contattaci Come Associarsi Links  
Il Manifesto Dal Mondo della Pesca I Nostri Profili Le Leggi I Pesci Gli Amici Tecniche

I Pesci





DENTICE
Ha il corpo ovale, particolarmente schiacciato ai lati. La colorazione è cangiante, dal rosa al blu nella parte dorsale, argentea in quella ventrale e è determinata molto sia dall'età che dall'ambiente in cui vive. La costituzione è quella tipica dei pesci bentopelagici, con l'apparato caudale ampio e potente, fortemente lobato e pinne pettorali molto sviluppate. La bocca, armata di grossi denti caniniformi, è in grado di sferrare attacchi a prede anche di notevoli dimensioni. Gli occhi sono piccoli e posizionati nella parte anteriore del capo. La pinna dorsale è unica e la linea laterale è molto evidente, parallela alla curva dorsale dell'animale. Le dimensioni massime registrate si riferiscono ad un maschio di 14,3 kg per un metro di lunghezza, di una età presunta di circa 30 anni.
Ordine: Perciformi
Famiglia: Sparidae
Genere: Dentex

Capostipite della nutrita famiglia degli sparidi, Dentex Dentex è tra i pesci maggiormente oggetto al prelievo intensivo da parte dei pescatori amatoriali. L'abitudine di assembrarsi in fittissimi e numerosi branchi, specialmente nel periodo del montone (marzo-aprile), o prima dell'inverno (ottobre-novembre), lo espone particolarmente alla cattura, in quanto o per territorialità, o per scopi alimentari, attacca con foga le esche trainate. Queste conoscenze, se sfruttate in modo ponderato,senza abusi, possono regalare quella bella preda trofeo che cerchiamo con giusta gratificazione. Le colonie di dentici, che vivono in una determinata area, sono discendenti da una precisa stirpe, con un codice genetico che rende ogni branco unico; un prelievo continuato, sempre nello stesso areale, significa assottigliare pericolosamente fino ad estinguere quella generazione, diversa da tutte le altre, perdendo quella importante biodiversità ;dagli studi fatti anche sul suo accrescimento, se immaginiamo una popolazione di 100 individui, tenuto conto dei tempi di riproduzione, quelli di accrescimento e di quello di sopravvivenza dei piccoli, il raddoppiamento dello stock avverrebbe in un periodo compreso tra gli 8 ed i 14 anni; ciò dimostra che questa specie è molto sensibile al prelievo.

La Biologia
E' un pesce distribuito in tutto il mediterraneo fino alla Mauritania e alle isole britanniche. Colonizza fondali misti a profondità comprese fra i 15 ed i 200 m. E' stato notato che risente molto della temperatura dell'acqua, specialmente nel periodo invernale, durante il quale fugge da quella molto bassa e incostante tipica dei bassi fondali costieri, per rifugiarsi in profondità, dove le temperature sono più omogenee. Si sviluppa con un andamento particolare, un soggetto di 40 cm ha circa 5 anni , mentre per arrivare a 60 cm ce ne vogliono 11 e per 80 bisogna attenderne quasi 30. La differenziazione dei sessi avviene tra i 5 e i 12 mesi di età in modo definitivo, infatti al contrario di quanto si credeva il dentice non è ermafrodito. Si riproduce in un periodo orientativamente compreso tra aprile e giugno, stimolato dalla illuminazione e dalla temperatura. In questo periodo i pesci fertili aumentano la massa corporea a causa dell'aumento del volume di uova e sacche spermatiche, che caratterizzano il rigonfiamento del ventre. La deposizione avviene all'alba e al tramonto per un tempo variabile ma generalmente lungo. In questo periodo i maschi manifestano una livrea che vira al blu acceso, mentre le femmine rimangono del colore classico. I piccoli dopo una fase larvale, si spostano in acque basse dove si rifugiano, cibandosi di micro organismi per poi , iniziare la loro attività di aggressivi predatori, su piccoli pesci, crostacei e molluschi.

Curiosità
Durante il "montone" ovvero il periodo riproduttivo l'aggressività del dentice è al massimo e viene manifestata contro ogni elemento in movimento, segno di forte territorialità; da qui la particolare opportunità di pesca con artificiali. Durante gli amori caccia e si ciba , al contrario delle sue abitudini principalmente diurne, di notte e al crepuscolo. Il prelievo in questo periodo è , per ovvie ragioni, particolarmente dannoso.

Il rilascio
Il dentice non è facilmente rilasciabile, poiché dopo il recupero aggalla con lo stomaco estroflesso a causa della sovradistensione provocata dalla rapida espansione del volume addominale, in fase di risalita. Ciò provoca un evidente trauma nel pesce e il rilascio assume aspetti problematici,salvo non venga insidiato casualmente in bassissimi fondali. Ci sono vari esperimenti in merito; alcuni suggeriscono la foratura dell' l'addome con una cannula, per scaricare la pressione , ma la pratica di questa operazione non è appunto semplice. Un recupero molto lento e a barca ferma può facilitare la decompressione e trattenendo il pesce in acqua è possibile un rientro spontaneo dell'addome; un successivo riossigenamento spesso dà nuova vitalità al pesce che sarà difficile da trattenere e riguadagnerà rapidamente il fondo. E' bene non bloccare il pesce per le branchie, per gli occhi e toccarlo a mani nude; meglio trattenerlo in acqua tramite il terminale, per poi slamarlo rapidamente. Non sappiamo le probabilità di sopravvivenza dopo il rilascio e quindi è preferibile regolamentarsi, trattenere una preda, anche una coppiola se capita e se si è in due, evitando quanto più possibile una pesca intensiva ed avida, quanto mai in primavera.
In caso di piccoli esemplari, inconfondibili allo strike, basta recuperarli lentamente, infatti soffrono meno gli sbalzi di profondità dei loro consimili più grossi, e quindi possono essere tranquillamente liberati. L'etica di prelievo di un bravo pescatore pone comunque limiti di misura minima dettati più dal buon senso che dalla legge.

Come si pesca
Le tecniche della pesca amatoriale al dentice sono molteplici, la più praticata è quella della traina con esche vive a velocità molto basse, e in prossimità del fondo. Questa pratica offre i migliori risultati essendo una tecnica di ricerca che consente di esplorare tratti ampi di fondale. Altra tecnica che offre buoni risultati è il light drifting, sulle scadute profonde , praticato a fondo sia con esche vive che con esche morte. Il dentice può essere insidiato anche con palamiti di fondo innescati con sarde o tranci di cefalopodi. Questo metodo consente catture multiple che possono essere in contrasto con l'etica sportiva e la normativa vigente. I dentici aggrediscono anche i grossi artificiali portati a fondo in velocità; il rilascio di catture in esubero è però più complesso a causa delle ancorette che li armano . Alcuni pescatori che praticano il C&R pescando con i minnows, sostituiscono le ancorette con ami singoli. Tecnica emergente è il jigging , che sembra essere micidiale su questi pesci , soprattutto se individuati sul fondo nei momenti di stasi predatoria. Il sistema di pesca può consentire catture multiple incredibili con prelievi che se non severamente autoregolati possono essere seriamente dannosi.
Il dentice non è oggetto attualmente di una pesca professionale intensiva sebbene venga insidiato con palamiti o con reti specifiche basse sul fondo dette "denticiare". A volte ingenti quantitativi di dentici vengono individuati tramite potenti sonar e catturati con le reti a circuizione sul fondo. Vengono così prelevati contemporaneamente centinaia e centinaia di esemplari.

 

In collaborazione con: Shimano Pesca in Mare


Click for Monte Argentario, Italy Forecast