Io Pesco Così

PESCA ETICA “dove la pesca è il mezzo e non il fine”

Archivio per Ottobre, 2008

Il Perchè di un Rilascio

5th Ottobre 2008

Ogni pescatore sportivo che si rispetti ha nel suo cassetto, un pesce della vita.
Quel pesce che tutti sogniamo nelle giornate di vento forte, quando il mare non ci permette di uscire, quel pesce che sogniamo di mettere a terra in banchina davanti agli occhi sbalorditi di amici e passanti… quel pesce la cui fotografia, finirà sulla nostra scrivania in un bel portafoto da guardare ogni giorno.
Ma quanti di noi hanno mai provato, oltre l’adrenalina di un recupero a frizione serrata e canna e lenza al limite, l’emozione e l’adrenalina di un rilascio?
Un combattimento è entusiasmante e sportivo quando è giocato ad armi pari; le classi di lenza indubbiamente vanno rapportate alla dimensione delle prede che possiamo incontrare, basandoci sempre sulla nostra esperienza ed è chiaro che un pescatore alle prime armi non tenterà di insidiare una ricciola di taglia con una 8 lbs; ma di contro non ci sarebbe nessuna bravura a combattere un dentice con una 80Lbs nemmeno per il più inesperto dei pescatori.
Ma se è vero che il combattimento deve essere sempre leale allora sarà altrettanto vero che ogni tanto bisognerà concedere l’onore della libertà al nostro avversario; provate a pensare ogni tanto ai gladiatori nel circo romano che combattevano fino allo stremo delle forze e, avendo avuto ragione dell’avversario, attendevano che il pubblico decretasse la sorte del loro avversario: pollice in giù morte, pollice in su libertà .
L’emozione che si prova a rimettere in mare un pesce e ridargli la libertà, ha un sapore che difficilmente si dimentica; un gusto che va ben oltre il piacere di portare in tavola, o peggio sul banco di qualche pescheria, quello che fino a poco prima era la nostra sfida, quello che fino ad un attimo prima avevamo sognato di combattere, quello che vorremmo rincontrare la prossima volta .
Allora se vogliamo che di ricordi ce ne siano ancora, quando abbiamo già il nostro carniere pieno, se quel pesce non è il nostro pesce della vita, immaginiamo che il pollice sia alzato in su: facciamo la foto di rito, e ridiamo la libertà al nostro avversario. Non è meglio prendere un pesce ogni volta che usciamo piuttosto che pescarne 5 o 6 in una volta, fin quando ce n’è ? Anche le esche, finito il loro compito, potranno essere restituite al mare e alla loro esistenza.
Se la legge molto spesso, non tutela adeguatamente la taglia minima di molte specie tocca a noi avere il buon senso e la maturità di capire quando liberare pinnuti che ancora non hanno avuto la possibilità di riprodursi.
Non sempre guardare un pesce a paiolo deve necessariamente essere l’unico esito di ogni cattura.

Andrea Iacovizzi

Posted in IOPESCOCOSI | Nessun commento »