COLTI SUL FATTO!!!
17th Gennaio 2009
Non sarà ne la prima ne l’ultima volta che avremo l’occasione di cogliere dei professionisti sul fatto, ma sicuramente sarà una delle prime, se non la prima volta ,che la documentazione fotografica completa, di una azione illegale di pesca viene pubblicata su un sito con una azione di denuncia senza tanti peli sulla lingua. Come ulteriore azione di supporto la documentazione fotografica è stata anche inoltrata al Compartimento Marittimo di competenza per vedere l’effetto che farà , come diceva una vecchia canzonetta…….
I fatti
La vigilia dell’epifania ci ha regalato una magnifica giornata, dove un freddo polare ha fatto da cornice ad un bel mare piatto e ad un sole meraviglioso : una giornata come non se ne vedono spesso neanche in estate; ma a compensare tanta grazia ci ha pensato l’assenza totale dei pesci, che ha messo in crisi tutte le nostre sicurezze fino ad insinuare il dubbio di non essere più capaci a pescare.
A nulla è valso trainare due aguglie di buona taglia, frutto inaspettato di un improbabile tentativo di ricerca di esche, vista la carenza di calamari , seppie e sugheri , che ci ha portato a provare la presenza di qualche aguglia ritardataria, vista la mitezza delle acque. La zona di traina è stata praticamente il periplo dell’Argentario, da punta Lividonia a Torre Ciana , senza che lo scandaglio desse alcun segnale dal fondo : un vero vuoto pneumatico….. Quando la giornata stava volgendo al suo termine, intorno alle 15, 30, ed eravamo prossimi alla fine della pescata, in zona Capo d’Uomo, una paranza , appartenente alla locale flotta peschereccia, si appropinquava a lento moto, sui bassi fondi come se stesse lavando le reti, ma ben presto applicava i galleggianti sulla bocca del sacco, dando fondo , senza alcun scrupolo; in quel tratto di mare, la profondità non supera i 30/35 metri, oscillando mediamente tra i 18 e i 25, e il fondo si articola in sabbia , roccia e maggiormente prateria di posidonia. Un punto di mare in cui l’habitat per i piccoli pesci è ideale e dove , non a caso, è possibile insidiare lecce e ricciole anche di taglia extra large, specialmente in questa stagione.
La pesca illegale è proseguita, sondando le migliori batimetriche, che noi trainisti ben conosciamo, fino a doppiare la punta, più a sud, di Torre Ciana, dove il basso fondale perde interesse e i “bracconieri” sono stati costretti ad accostare verso il largo, in direzioni delle poste tradizionali delle strascicanti.
Una fatalità ?
Guarda caso quando il peschereccio era ormai fuori dalle batimetriche “ proibite” la motovedetta dei Carabinieri è apparsa sulla rotta di ritorno da Giannutri, dove sicuramente avrà sorvegliato severamente per prevenire illeciti e fenomeni di malapesca dei pescatori ricreativi e per difendere le acque del parco dove è fatto divieto assoluto di pescare , nelle zone protette, fatti salvi i bracconieri , quelli che hanno il permesso perché vantano un immobile di proprietà o in affitto, (anche se sull’isola non ci hanno mai dormito neanche dopopranzo, per la pennichella pomeridiana) e tutti i pescatori privi di scrupoli…..
Torniamo ai fatti
Pensiamo che le cose debbano cambiare e che se da una parte un buon lavoro vada fatto sulla nostra cultura di pescatori sportivi e responsabili, per evitare atteggiamenti illegali ( over fishing , vendita del pescato etc) un ben più grosso lavoro vada fatto per limitare , anzi meglio, “arginare” lo strapotere della lobby dei professionisti; ciò che è straordinariamente folle e inaccettabile, se non almeno inspiegabile è come una categoria imprenditoriale , possa devastare l’ambiente da cui trae la propria ricchezza , in un modo così dissennato e irreversibile; è come se una impresa sperperasse non solo il capitale e l’ interesse che ne deriva ma mandasse in malora i beni aziendali, per un immediato e modesto guadagno, precludendo qualsiasi futuro anche ai propri eredi. E non abbiamo capito se si tratta di ignoranza o di un atteggiamento solo fraudolente : grave il secondo , devastante la prima. E quando, molto presto, non ci sarà più nulla da pescare e sarà finita per tutti, la ricaduta ci sarà per tutto l’indotto del turismo, della pesca professionale e della nautica: sicuramente noi pescatori, già massacrati dai costi e dalle difficoltà che infieriscono sul nostro esausto portafoglio, non andremo a investire i nostri soldi la dove non ci sarà più nulla da fare……………
Cosa fare
Sicuramente questa è l’ennesima prova che ci offre l’ opportunità per incominciare a far sentire il nostro peso e soprattutto il peso economico del nostro indotto.
Un pesce preso da un professionista è un valore economico che arricchisce pochi, un pesce catturato da noi è il risultato di un investimento di svariate migliaia di euro ogni anno. Per non pensare a quanto ingenti siano tutti gli investimenti a sostentamento del settore della pesca professionale , che gravano sulla comunità e quanto infinitamente modesti lo siano quelli per la nautica, afflitta da una politica fiscale cronicamente miope e punitiva, da una gestione delle risorse che in poco o nessun conto tengono in considerazione che la nostra passione abbatte uno dei mali peggiori per questo settore, che è la stagionalità, creando a costo zero cospicue opportunità di impiego e di posti di lavoro ; soffermiamoci a guardare nei porti e nelle marine , quanti fishermann sono in acqua anche d’inverno pronti ad uscire ,appena possibile …….. e invece tutto sembra ci remi contro. Per non parlare anche degli operatori del settore che sono sempre pronti a pesanti salassi da praticare a nostre spese……….
E’ il caso di pensarci su seriamente.
Umberto Simonelli
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